sabato 31 dicembre 2011

Morto Don Verzé

In foto, Verzé dirige l'Orchestra durante il Festival di Sanremo
«Don Luigi Maria Verze, fondatore del San Raffaele, è deceduto questa mattina, 31 dicembre, alle ore 7,30 circa presso l'Unita Coronarica dell'Ospedale». Allora il San Raffaele funziona!

Morto Don Verzé. Satana ha già chiesto lo stato di calamità.  

In una lettera aperta si era definito: "Io come Cristo in croce". Occhio ai prossimi tre giorni, pronti coi fucili.
D'altronde tutti ricordando l'episodio del Vangelo in cui Gesù trasformò l'acqua in carburante per il suo aereo privato. 
E' morto a 91 anni, più o meno il tempo che mi ci vorrebbe per elencare tutti gli scandali in cui è stato coinvolto.


Nel marzo 1976 il Tribunale di Milano condanna a un anno e quattro mesi di reclusione Luigi Verzé per tentata corruzione in relazione alla convenzione con la facoltà di medicina dell’università statale di Milano e la concessione di un contributo di due miliardi di lire da parte della Regione Lombardia.
Nel marzo del 1977 viene riconosciuto colpevole di «istigazione alla corruzione».
Nel 1998 il Tribunale di Milano condanna due volte don Verzé per abusi edilizi.
Nel febbraio 2011 Verzé è stato prescritto per l'accusa di ricettazione di due quadri del '500 di scuola napoletana. Nel giudizio di appello il sacerdote era stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione. La Cassazione aveva respinto le richieste della difesa di assoluzione. 
Pio Pompa, ex funzionario SISMI, teneva costantemente al corrente Verzé di quanto accadeva in ambito politico ed istituzionale, affinché potesse sfruttare queste informazioni per ottenere particolari vantaggi per le sue attività imprenditoriali.
Verzé ha dichiarato pubblicamente la sua ammirazione per Fidel Castro ("Grand'uomo. Così prepotente, così simpatico") e per Gheddafi. Di Berlusconi ha ricordato come "Nel '94, al tempo della sua discesa in campo, gli dissi che lui era una benedizione per il Paese, un dono di Dio all'Italia".
Infine, nel 2011, arriva la bancarotta del San Raffaele con debiti da un miliardo e mezzo di euro. Fra gli sperperi di Verzé, l'acquisto di una flotta di sei aeromobili e l'arcangelo in vetroresina e acciaio inox, alto 8,3 metri (costato 2,5 milioni di euro) posato sul cupolone in vetro che ospita l’università di Don Verzè (costato 50 milioni di euro). 

Ma nessuno è perfetto.

Una figura così controversa per la Chiesa che Ratzinger sta già pensando di beatificarlo.

Poco tempo fa, si era suicidato Mario Cal, braccio destro di Don Verzé. Cal, secondo successive rivelazioni, avrebbe compiuto compiuto “scorribande” sessuali con delle ragazzine di 13-14 anni, nonostante non fosse un cattolico fervente.

Le sue ultime parole sono state: "cosa mi state iniettando?"



ESCLUSIVA: Gli ultimi momenti di vita di Don Verzé. (Salvo Sottile, crepa d'invidia!)

Sono le 7:25 nel pronto soccorso dell'Unità Coronarica del San Raffaele. 


Infermiera: "dottore, ecco il defibrillatore"
Dottore: "Eh? E cosa devo farne?"
Infermiera: "ma è in arresto cardiaco!"

Dottore: "sta benissimo!"
Infermiera: "..."
Dottore: "ok, ora passiamo a Don Verzé"

Infermiera: "sì, è lì che si stringe il petto"
Dottore: "Ora del decesso?"



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lunedì 26 dicembre 2011

Natale alla texana

Fort Worth - Avevano appena finito di aprire i regali. Sette persone sono state ritrovate uccise con colpi di arma da fuoco in un appartamento alla periferia di Fort Worth, in Texas. Secondo le autorità, a sparare sarebbe stata una delle vittime che si sarebbe poi suicidata. A terra, tra la cucina e il soggiorno sono stati rinvenuti i corpi di quattro donne e tre uomini.



Gli inquirenti brancolano nel buio, oppure, come si dice in questi casi, stanno considerando vari scenari che spieghino l'accaduto. Vediamone alcuni.

1) E' Natale, e la famiglia sta scartando i pacchetti. Qualcuno ha regalato al giovane Trevor il Kit del Piccolo Assassino: lui vuole giocarci subito senza aspettare di mangiare.
BANG! BANG!
Trevor legge l'avvertenza: "giocattolo inadatto ai minori di anni 15" e si spara per aver infranto le avvertenze. (oppure si spara un colpo alla testa per puro piacere, chiarire)

Nota a margine: in Texas il Kit del Piccolo Assassino è il regalo che quest'anno va per la maggiore (questo kit oppure la lettera di prearruolamento nei Marines da consumarsi al compimento dei 16 anni di età)


2) E' Natale, e la famiglia sta scartando i pacchetti. A un certo punto una voce:
- Trevor: "aspetta, ma questo non è il regalo che ti feci IO l'anno scorso?"
- "ehm..."
Trevor, calmo, estrae la calibro 9 rossa che usa in occasione del Natale.
BANG! BANG!

Infine Trevor si spara alla tempia perché tutte quelle urla gli hanno fatto venire mal di testa.


3) E' Natale, e la famiglia sta scartando i pacchetti. A un certo punto una voce:
- Trevor: "oh grazie! mi hai regalato una pistola! ma è carica? vediamo"
BANG! BANG!

Per sicurezza Trevor la prova anche su di sé. Non muore subito, ma poi sì.


4) E' Natale, e la famiglia sta scartando i pacchetti. Entra dalla portafinestra del salotto un uomo travestito da Babbo Natale. Comincia una discussione: l'uomo sostiene di aver portato quei doni nella casa sbagliata, che in quella famiglia nessuno meritava un regalo di Natale perché, suvvia, sono gente del Texas, non c'è molto da aggiungere.
Le cose precipitano quando l'uomo fa per afferrare i pacchetti e Trevor alza il suo fucile automatico e lo rivolge contro di lui.
- Trevor: "Io non lo farei, se fossi in te"
BANG! BANG!

Trevor dimentica la regola aurea texana del "prima spara, poi avverti" e viene freddato, insieme a tutta la famiglia, dall'uomo. L'uomo poi fugge, regali in spalla, lasciando tracce di zoccoli di renne sulla neve, che a un certo punto si interrompono misteriosamente.


5) E' Natale, la famiglia è riunita per aprire i pacchetti sotto l'albero. Trevor spara all'intera famiglia per entrare in possesso di tutti i regali: scarta i doni, ma non sono di suo gradimento. Indi si uccide.


In Texas il Natale è una delle cinque principali cause di morte. 
Le altre sono, nell'ordine: avere un nome ambiguo, essere di colore, votare democratico, camminare.


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mercoledì 14 dicembre 2011

Merry Christmas


Quest'anno io il Natale lo passo suicidandomi. Ne parleranno tutti e darò una lezione di marketing a Lucio Magri, che ha scelto un giorno anonimo e solo Travaglio si è indignato. Non è assolutamente una leggenda metropolitana che i suicidi aumentino sotto Natale. Voglio dire, avete mai visto i miei parenti? E i vostri? Il Natale è il momento migliore per farsi fuori. Innanzitutto, in questo modo, io evito di dover fare gli auguri. Detesto gli auguri ma, non so perché, quando esco di casa il 25 dicembre mi sento in obbligo di dire «Buon Natale! Buon Natale! eheh!» a chiunque incroci per strada. Non riesco a tenere la bocca chiusa, ho provato a imbavagliarmi con la sciarpa, ma niente. E so perfettamente che nella lettera che troveranno accanto al mio cadavere non riuscirò a fare a meno di scrivere «comunque auguri a tutti». Dicono che quando stai per morire ti passa tutta la vita davanti. Quando passano i Natali capisci che effettivamente stai facendo la cosa giusta. Non ne ricordo uno che sia andato bene. I regali sono sempre sbagliati, Ben Hur ogni anno è sempre più lungo, alla Caritas ti servono solo i canditi del panettone perché fanno schifo a tutti, il Papa si veste da Babbo Natale per un mese. Si mette quel cappello buffo e la mantellina rossa. Mio nipote piange sempre quando lo vede in tv. Ha paura che gli porti un regalo. A me il Papa in fondo è simpatico, e non lo discrimino solo perché non si sa di che religione sia.
Ma poi, la Santa Messa di mezzanotte. Non c’è altro momento nell’anno in cui le chiese sono così piene di atei. Io ci vado per la sensazione di piacere che mi provoca il fatto che a un certo punto finisce. Altri invece non sono così devoti e si trovano lì perché stavano seguendo belle ragazze con le pellicce. Si confondono. Quest’anno per fortuna mi suicido e mando in tilt il sistema. Il prete dovrà scegliere se tenere la messa di Natale e farmi marcire puzzolente oppure darmi degna sepoltura. Per indurlo a fare la scelta giusta, ho anche smesso di lavarmi tre mesi fa.
Siamo esseri privi di senso, compulsivamente condannati a vagare in un kafkiano labirinto di raggelanti paure. Buon Natale a tutti!

venerdì 2 dicembre 2011

Lattice e bigotti



Benin. Si è concluso il viaggio del Pontefice in Africa, luogo in cui si reca ogni volta che non si sente abbastanza ricco. La folla ha risposto con entusiasmo di fronte a un evento così importante. L’arrivo di un aereo. Il successo della visita è stato così grande che gli ha fatto quasi credere di essere davvero il rappresentante di Dio in terra.

...continua qui http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/lattice-bigotti/174454/


(articolo pubblicato sul Misfatto, inserto satirico del Fatto Quotidiano, del 27 novembre)

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